Preescursione a Monte Ciccia del 22 marzo 2025
Appuntamento all’edicola di via Palermo alle 8,00 con Antonio Zampaglione e Caterina Iofrida e partenza. Arrivo a San Michele e al Pisciotto dove abbiamo parcheggiato la macchina e alle 8,15 ci siamo messi in marcia risalendo per un brevissimo tratto il torrente fino a immetterci sulla trazzera comunale per Portella Castanea, che, superata la fontana sulla curva , nella parte iniziale, è, ridotta ad una traccia tra la vegetazione infestante.
Dopo un centinaio di metri, dove il muro di contenimento è crollato insieme alla strada , bisogna arrampicarsi sul terreno scosceso per una decina di metri. Successivamente il fondo è malmesso perché non è stato ripristinato dopo i lavori eseguiti in passato per la posa di tubazioni, ma è percorribile senza problemi. La linea telefonica, in più punti , è al livello della strada in quanto numerosi pali di sostegno sono crollati a causa degli incendi che nelle ultime estati sono divampati nella valle distruggendo anche i pochi alberi rimasti di cui restano i tronchi carbonizzati. Superati i bunker che ci sono nella parte alta della trazzera siamo arrivati a Portella Castanea alle 8,55, a poco più di un chilometro dalla partenza. Il percorso, anche se breve, richiede un mini di allenamento perché la pendenza in brevi tratti raggiunge anche il 16 percento. Vento forte e fastidioso che non accennava a calare. Durante la successiva salita per Monte Ciccia, dopo Monte Ciaramellaro, ha telefonato Tonino Seminerio che era partito dal viale della Libertà e , percorrendo la strada da Ciaramita, ci aspettava all’incrocio sotto l’ultima rampa.
Alle 9,30 ci siamo incontrati e mentre Antonio e Caterina si sono fermati a prendere fiato, lui ed io abbiamo proseguito per l’ultimo tratto di un centinaio di metri e alle 9,35 siamo arrivati sotto il traliccio di Monte Ciccia, a quota 608 m.s.l.m., a 2,62 chilometri dalla partenza. Cielo coperto e vento molto forte che rendeva difficoltoso anche l’uso del telefonino per scattare foto del sempre suggestivo panorama del porto e dello Stretto.
Ripresa la discesa e arrivati alla deviazione abbiamo scambiato le destinazioni finali : noi abbiamo proseguito in direzione Ciaramita e Tonino verso Portella Castanea e il Pisciotto.
Discesa sulla larga e comoda strada della Forestale che nel primo trattocosteggia Monte Tidora.
Alle 10,25 a 5,11 chilometri dalla partenza, dopo un tornante che supera il ramo iniziale del torrente Ciaramita, si incrocia a destra , nei pressi di una curva, un sentiero in salita tra gli alberi che, secondo la cartina, dovrebbe arrivare al torrente San Michele. Alberto l’ha percorso per circa cinquanta metri , ma si incontrano quasi subito degli alberi crollati che ostacolano il cammino. Potrebbe essere interessante verificare la percorribilità fino alla fine in modo da poter realizzare un giro ad anello.
Alle 10,34 , a 5,5 chilometri dalla partenza, siamo arrivati al bivio con la strada che, a destra, conduce al Forte San Jachiddu .
Proseguendo a sinistra lungo la strada che costeggia l’alveo del torrente, poco dopo aver superato il cancello della Forestale passando dallo scavalco sulla recinzione, su un terrazzamento sul lato sinistro, all’altezza di un muro di contenimento del costone realizzato a regola d’arte con mattoni e grosse pietre, coltivato ad agrumeto, ma evidentemente abbandonato , abbiamo raccolto dei dolci mandarini , anche se un poco asciutti. Dopo aver superato alcune serre abbandonate e la località case Fornace, alle 11,10, a 7 chilometri dalla partenza, siamo arrivati alla nostra meta sulla strada asfaltata all’incrocio con via Sofia Idelson dove iniziano i palazzi e il torrente è irreggimentato.
Dopo una ventina di minuti è arrivato Carmelo, a cui avevamo telefonato durante la salita per Monte Ciccia che, con molta disponibilità, ci ha accompagnati a riprendere la macchina al Pisciotto per tornare in città.
Appuntamento all’edicola di via Palermo alle 8,00 con Antonio Zampaglione e Caterina Iofrida e partenza. Arrivo a San Michele e al Pisciotto dove abbiamo parcheggiato la macchina e alle 8,15 ci siamo messi in marcia risalendo per un brevissimo tratto il torrente fino a immetterci sulla trazzera comunale per Portella Castanea, che, superata la fontana sulla curva , nella parte iniziale, è, ridotta ad una traccia tra la vegetazione infestante.
Dopo un centinaio di metri, dove il muro di contenimento è crollato insieme alla strada , bisogna arrampicarsi sul terreno scosceso per una decina di metri. Successivamente il fondo è malmesso perché non è stato ripristinato dopo i lavori eseguiti in passato per la posa di tubazioni, ma è percorribile senza problemi. La linea telefonica, in più punti , è al livello della strada in quanto numerosi pali di sostegno sono crollati a causa degli incendi che nelle ultime estati sono divampati nella valle distruggendo anche i pochi alberi rimasti di cui restano i tronchi carbonizzati. Superati i bunker che ci sono nella parte alta della trazzera siamo arrivati a Portella Castanea alle 8,55, a poco più di un chilometro dalla partenza. Il percorso, anche se breve, richiede un mini di allenamento perché la pendenza in brevi tratti raggiunge anche il 16 percento. Vento forte e fastidioso che non accennava a calare. Durante la successiva salita per Monte Ciccia, dopo Monte Ciaramellaro, ha telefonato Tonino Seminerio che era partito dal viale della Libertà e , percorrendo la strada da Ciaramita, ci aspettava all’incrocio sotto l’ultima rampa.
Alle 9,30 ci siamo incontrati e mentre Antonio e Caterina si sono fermati a prendere fiato, lui ed io abbiamo proseguito per l’ultimo tratto di un centinaio di metri e alle 9,35 siamo arrivati sotto il traliccio di Monte Ciccia, a quota 608 m.s.l.m., a 2,62 chilometri dalla partenza. Cielo coperto e vento molto forte che rendeva difficoltoso anche l’uso del telefonino per scattare foto del sempre suggestivo panorama del porto e dello Stretto.
Ripresa la discesa e arrivati alla deviazione abbiamo scambiato le destinazioni finali : noi abbiamo proseguito in direzione Ciaramita e Tonino verso Portella Castanea e il Pisciotto.
Discesa sulla larga e comoda strada della Forestale che nel primo trattocosteggia Monte Tidora.
Alle 10,25 a 5,11 chilometri dalla partenza, dopo un tornante che supera il ramo iniziale del torrente Ciaramita, si incrocia a destra , nei pressi di una curva, un sentiero in salita tra gli alberi che, secondo la cartina, dovrebbe arrivare al torrente San Michele. Alberto l’ha percorso per circa cinquanta metri , ma si incontrano quasi subito degli alberi crollati che ostacolano il cammino. Potrebbe essere interessante verificare la percorribilità fino alla fine in modo da poter realizzare un giro ad anello.
Alle 10,34 , a 5,5 chilometri dalla partenza, siamo arrivati al bivio con la strada che, a destra, conduce al Forte San Jachiddu .
Proseguendo a sinistra lungo la strada che costeggia l’alveo del torrente, poco dopo aver superato il cancello della Forestale passando dallo scavalco sulla recinzione, su un terrazzamento sul lato sinistro, all’altezza di un muro di contenimento del costone realizzato a regola d’arte con mattoni e grosse pietre, coltivato ad agrumeto, ma evidentemente abbandonato , abbiamo raccolto dei dolci mandarini , anche se un poco asciutti. Dopo aver superato alcune serre abbandonate e la località case Fornace, alle 11,10, a 7 chilometri dalla partenza, siamo arrivati alla nostra meta sulla strada asfaltata all’incrocio con via Sofia Idelson dove iniziano i palazzi e il torrente è irreggimentato.
Dopo una ventina di minuti è arrivato Carmelo, a cui avevamo telefonato durante la salita per Monte Ciccia che, con molta disponibilità, ci ha accompagnati a riprendere la macchina al Pisciotto per tornare in città.